Il primo show di danza hip hop in Italia
Funk Fever è uno show nato da un'idea di Fabrizio Lolli molti anni fa, e dal suo desiderio di riunire in un'unica manifestazione le crew di street dance che allora cominciavano timidamente ad affacciarsi nel panorama italiano.

Erano tempi pionieristici, quelli a metà degli anni novanta, ed il Nostro, durante una lunga permanenza a Parigi, si rese conto di quanto i cugini d'oltralpe fossero avanti rispetto alla situazione italiana e decise di affinare la propria tecnica attraverso lo studio nelle migliori scuole della Ville Lumière.

In quegli anni viene in contatto e stringe profondi legami di amicizia con persone che, oggi, stanno scrivendo le pagine più importanti dell'hip hop europeo: conosce Byron, e attraverso questo legame viene poi in contatto con i suoi due cugini Eric (Rick One) e David. Conosce Laure Courtellement e le due splendide ladies dei Magik Force: Candice e Santù ed il dancer e coreografo del gruppo, Sponky, e soprattutto stringe un rapporto di grande amicizia e rispetto reciproco con Lil'Phil. Quest'ultimo, dancer new style di grande spessore, di ritorno dagli States, presenta a Fabrizio Marty Kudelka, attuale coreografo di J.Timberlake e Janet Jackson, e Eddie Morales, dancer di Justin e di tantissimi big, con il quale Fabrizio instaura immediatamente un'ottimo rapporto. Grazie a questa trama di legami forti e sinceri, di amicizie sincere e durature, Fabrizio riesce a portare in Italia, uno ad uno, per la loro prima volta, questi personaggi che ora sono ai vertici dell'hip hop mondiale.
Intendiamoci, stiamo parlando di tempi difficili, con pochissimi quattrini, ancor meno mezzi ma tanta voglia di fare.

Parliamo di ragazzi che a volte facevano più di mille km per venire ad una serata in Italia ed arrivavano al casello di destinazione senza avere di che pagare l'autostrada, di notti passate a dormire in 6 in un'angusta stanza doppia in una pensione di ultima categoria per aspettare la prossima data dello show, di una casa a Ferrara divenuta foresteria e albergo improvvisato, dove nelle notti dell'estate del 2000 si cenava per settimane in 24-26 persone…ma tutto questo a permesso a Fabrizio di riuscire a portare, per la prima volta in Italia, nomi che ora sono tra i più conosciuti nel settore.

Tornando al Funk Fever, nel giugno del 1997, il Nostro vede a Rimini uno show di 10 minuti di un gruppo che, al tempo, sembrava di alieni: i Magik Force. Durante l'inverno, matura il desiderio di portare in scena, in un unico show, i pochi gruppi validi che stavano creandosi allora in Italia e di avere come ospiti d'onore i ragazzi belgi.

L'obbiettivo principale era quello di creare uno show che facesse conoscere al pubblico la danza hip hop, ancora sconosciuta, di portare nella sua città validi dancer e coreografi dai quali i ragazzi della sua scuola avrebbero tratto importanti esperienze e anche quella di creare uno show nel quale la priorità dei partecipanti fosse quella di un confronto stilistico positivo e non quella di una rivalità competitiva fine a sé stessa, tipica di molte competizioni sterili che al tempo imperversavano, dettate forse più dalla voglia di business di alcuni organizzatori che non da una reale passione per la street dance.

Con molto sudore, un po' di incoscienza e molte apprensioni, Fabrizio riuscì, nel giugno del 1998 a portare in scena, nella bella cornice di P.zza Municipale a Ferrara, la prima edizione di Funk Fever, impreziosita dalla presenza di un giovane Cristiano Buzzi (non ancora Poppin'Kris) e di Massimo Leanti, e di quel gruppo da Bruxelles che tanto Fabrizio desiderava portare nello show.
I Magik Force ci furono, ma in una formazione tanto rimaneggiata che solo Lil'Phil e il Buon Dio sanno come fecero i dancer ad andare in scena in quel modo.

La scintilla era scoccata: il successo di pubblico, la grande soddisfazione di tutti quelli che vi avevano preso parte, la presa di coscienza da parte di Fabrizio di potercela fare, la capacità dei gruppi di portare in scena un confronto positivo avrebbe dato il via a tutte le varie edizioni di Funk Fever. Federica Loredan e le Positive Vibes, Malika Benjellum e Jessica da Parigi, Denis di Pasqua, Elisa Billini, Duna, Scacio, Caterina Felicioni, Mauro Astolfi, Jo Sassi, Simone Alberti, Arnaldo Zanna, Miraldo da Amsterdam, così come Jake, Jeffrey, Charissa e Cheyenne, Laure e Agnès da Parigi, Steve, K-rim e Ahmed da Bruxelles, i già citati Lil'Phil, Byron, Santù, Candice, fino agli statunitensi Marty e Eddie…tutti questi grandi dancer hanno incrociato le loro strade a Ferrara portando a Funk Fever e di conseguenza al movimento hip hop in generale, un apporto di grande valore tecnico e la loro enorme valenza artistica ed umana.

A tutti loro come a coloro come Callaman e Tromba per l'MCing, al grande Master Freez, dj Double D e Moka per il DJing a Kontrocorrente, Ape, Zampa, Kuno e Mondomarcio per la musica live e a tutti coloro che per ragioni di spazio non è possibile menzionare ma che hanno dato il loro contributo artistico alla manifestazione va tutta la nostra riconoscenza il nostro affetto e rispetto.

Grazie all'apporto di tutti questi artisti, alla loro disponibilità a prender parte ad un progetto underground che non gode di grandi mezzi economici a disposizione, Dance Nation è riuscita, negli anni, a produrre 8 edizioni di Funk Fever e si appresta ora alla nona.

L'Associazione è riuscita a continuare nel suo percorso anche quando, dopo le prime edizioni, il Comune di Ferrara non ha più fornito alcun sostegno alla manifestazione, e per questo motivo, Funk Fever ha dovuto lasciare l'originaria veste di spettacolo gratuito nelle piazze, con bagni di folla in torride notti d'estate, per raccogliere un'altra importante sfida.

Grazie anche alla lungimiranza del Direttore del Teatro Comunale di Ferrara, Funk Fever ha portato la strada in teatro creando un'inusuale cornice ad uno show di street dance già molti anni fa, contribuendo, forse, ad avvicinare tanti giovani al Teatro, così come ha, nel corso degli anni, fatto conoscere il meraviglioso mondo della cultura hip hop al grande pubblico.

Ecco in breve un riassunto delle edizioni dello show:
- giugno 1998.I edizione. Ferrara, P.zza Municipale. Ingresso gratuito. Spettatori 1.800 circa
- giugno 1999.II ed. Ferrara, P.zza Municipale.Ingresso gratuito. Spettatori 2.500 circa
- giugno 2000. III ed.Ferrara, P.zza Municipale.Ingresso offerta libera. Spettatori 3.000 circa
- luglio 2000.III ed. Fivizzano (MS). Ingresso gratuito. Spettatori 1.000 circa.
- luglio 2000. III ed.Bergamo. Ingresso a pagamento. Spettatori 1.500 circa
- luglio 2000. III ed.Reggio Emilia. P.zza Trampolini. Ingresso gratuito. Spettatori 2.500
- ottobre 2002. IV ed. Teatro Nuovo di Ferrara. Ingresso a pagamento. Tutto esaurito
- luglio 2003. V ed. Ferrara,P.zza della Repubblica. Ingresso gratuito. 5.500 spettatori circa
- ottobre 2003. VI ed. Ferrara. Teatro Comunale.tutto esaurito
- ottobre 2004. VII ed.. Ferrara. Teatro Comunale. 2 date. Tutto esaurito.
- febbraio 2006. VIII ed. Ferrara.Teatro Comunale.2 date. Tutto esaurito


Un sincero grazie a tutti gli spettatori che ci hanno seguito in questi anni, ai nostri sponsor che hanno avuto fiducia in noi e hanno reso possibile il realizzarsi dei vari progetti, a tutti gli artisti che vi hanno preso parte e alle maestranze tecniche che hanno preso parte alle varie edizioni.

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FUNK FEVER: progetto originario

Funk Fever si presenta come il progetto di uno spettacolo di danza urbana ideato, organizzato, realizzato e interpretato da giovani per altri giovani, ma capace di portare il suo messaggio di positività e freschezza ad un pubblico molto eterogeneo, facendosi apprezzare da persone di fasce d' età, cultura ed estrazione sociale molto diverse perchè basato su una formula molto efficace: l'immediatezza, la spontaneità e I' energia della danza urbana...

A Ferrara ,Dance Nation, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura, propone un festival della danza urbana, perche è proprio questo che Funk Fever si propone di diventare: il primo festival di danza urbana d'Italia, uno spettacolo che non ha pari nel nostro paese e che riesca ad avvicinare un buon numero di persone al mondo della danza, invogliandoli anche alla pratica vera e propria di questa disciplina. La "street-dance", o "funk" o "hip hop" che dir si voglia, è il prodotto di un'evoluzione cominciata quasi trent'anni fa e va tuttora definendosi e affinandosi divenendo sempre più un fenomeno sociale ed entrando vieppiù nella vita culturale e sociale del vecchio continente così come ha già fatto da tempo negli Stati Uniti.

Nata come "danza liberatoria" in grado di esternare il disagio e la repressione per la propria condizione socio-economica nelle comunità afro-americane dei ghetti delle grandi metropoli statunitensi, la street dance affonda le sue radici nelle tradizioni ritmiche africane. La danza viene interpretata come mezzo di evasione dalla realtà, ma anche come espressione corporea di sentimenti ed emozioni intimi, come mezzo di confronto e di aggregazione: una scarica di adrenalina che passa direttamente dalla savana ai marciapiedi di New York, Bruxelles, Parigi, Reggio Emilia, Ferrara.... per diventare pura arte contemporanea, energia e forma comunicazionale.

Sotto il sinonimo di danza di strada si riuniscono stili e modi molto diversi tra loro, ma accomunati dal desiderio di salire su un palco per recuperare il movimento come felicità elementare, per adoperare, in definitiva l'espressione corporea come.sintesi sentimentale ed il confronto atletico come sfida in grado di aggregare.

Danze tribali, afro ed elementi di danza jazz si fondono con tecniche più sincopate come I' electric boogie e la break-dance, evolvendosi e raffinandosi sempre più, fino a diventare il moderno hip hop: uno stile di danza che lascia grande spazio alla interpretazione personale e che è percorsa da molteplici correnti e tecniche.

Proprio questa eterogeneità della street dance piace ed incuriosisce lo spettatore e spinge il praticante al confronto con altri gruppi, scuole e coreografi. L 'atmosfera che ci si propone di creare tra i gruppi partecipanti vuole essere quella di un confronto positivo tra le varie differenze stilistiche della street dance.
E' evidente che questo porterebbe i giovani che praticano la danza urbana e gli stessi spettatori da loro coinvolti nel corso dello spettacolo, ad avere un atteggiamento più aperto e positivo nei confronti della società diversificata e multirazziale che ci attende.

Nella danza di strada si miscelano qualità artistiche e doti atletiche dei protagonisti: tutto è condotto sul filo di una grande gioia di esprimersi, di muoversi, di partecipare alla danza coinvolgendo il pubblico ed è proprio questo "feeling", questo sentimento di "simpatia" e coinvolgimento tra chi danza e lo spettatore uno degli aspetti che più potrà colpire in Funk Fever: l'atmosfera dello spettacolo, permeata da energia, spettacolarità e immediatezza, condurrebbe lo spettatore alla riscoperta del ritmo e della danza istintiva.

Grazie ad una fitta rete di amicizie e rapporti di collaborazione, Fabrizio Lolli, direttore artistico, ideatore ed organizzatore di Funk Feyer, riesce a reperire e raccogliere in un solo spettacolo le migliori realtà italiane nel campo della danza urbana, riuscendo contemporaneamente a ridurre al minimo i costi di uno spettacolo che, proprio per la sua peculiare eterogeneità di stili e quindi necessariamente di gruppi partecipanti, avrebbe costi ben superiori.

Per una sera la città accoglierebbe, come nelle passate edizioni, con straordinario calore una grande famiglia di ballerini provenienti da diverse parti d'Italia, diventando un crogiolo di energia tutta spesa a far diventare magica una notte d'estate.

Ferrara, 4 giugno 1998
Fabrizio Lolli

INFO mail: info@dancenation.it - phone: 0532 742059 - 3483613866
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